Immagini Simili – primo studio

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Immagini Simili – primo studio.

Flat, perché un algoritmo elimina l’uomo da una stanza piena di solitudine?

Progetto visivo di Diego Randazzo in collaborazione con la galleria Add-Art di Spoleto. A cura di Bianca Trevisan.

Questo primo studio di Immagini Simili, prenderà forma in una personale nella galleria Add-Art, che ha selezionato il mio lavoro in occasione del Premio Ora 2019

Il lavoro di Diego Randazzo, delicato e acuto, è basato su minime variazioni formali all’interno di un sistema seriale. La lettura è lasciata alla libertà dell’occhio dell’osservatore, che di volta in volta scoprirà sfumature narrative inaspettate, con colpi di scena e deviazioni, in un gioco di scatole cinesi senza fine.  

Bianca Trevisan


 

Appunti sul progetto:

”Nel mio archivio personale ho trovato un’immagine particolarmente evocativa e rappresentativa dei momenti di isolamento che abbiamo vissuto. Lo scatto è stato realizzato in una sala del Rockbund Museum di Shangai, durante la mostra “Synchronicity” di Philippe Parreno nel 2017. L’ampia sala immersa nel vuoto, la ragazza in solitudine, la pareti ed i pavimenti protagonisti dello scatto mi hanno convinto che dovevo iniziare da lì. Da questa fotografia ha origine il progetto: partendo da questo scatto ho analizzato quali associazioni poteva fornirmi ‘Google immagini’, attraverso il metodo di ricerca per ‘immagini visivamente simili’. Il risultato è disarmante. Infatti l’algoritmo riconosce solo le pareti vuote e la minima prospettiva del pavimento, facendoli protagonisti di tutti i risultati. La figura femminile non viene riconosciuta da Google, la componente umana è completamente eliminata. Un paradosso tecnologico che fa riflettere. Le polaroid, realizzate ri-fotografando i risultati di google con una camera istantanea, danno vita ad un archivio immaginario di luoghi sconosciuti (perché mai conosciuti di persona) ma nello stesso tempo vicini, perché ci accomunano tutti nella dimensione dello sguardo. La dimensione di chi, costretto tra quattro mura, si sofferma a guardare le geometrie delle piastrelle o una incerta sfumatura di luce che, nonostante tutto, inonda le pareti di casa. Da questo comportamento del sistema algoritmico di Google possono nascere decine di riflessioni laterali: la solitudine dell’uomo e soprattutto le storture della tecnologia che spesso alimentano e determinano la solitudine dell’uomo. E poi… il senso di vuoto, la pagina bianca, la sintesi e l’annullamento, il principio e la rinascita”.

 

‘’A chi appartengono le immagini oggi?

A chi le produce?

A chi le fruisce?

O a chi le condivide?’’

 

Diego Randazzo

 

 

 

Flat / immagine sorgente 01, 135 mm, tratta da “Synchronicity” di Philippe Parreno, 2017, Rockbund Museum Shangai.

 

Flat / 02, Fujifilm Instax Square, 2020

 

Flat / 03, Fujifilm Instax Square, 2020

 

Flat / 04, Fujifilm Instax Square, 2020

 

Flat / 05, Fujifilm Instax Square, 2020

 

Flat / 06, Fujifilm Instax Square, 2020

 

Flat / 07, Fujifilm Instax Square, 2020

 

Flat / 08, Fujifilm Instax Square, 2020

 

Flat / 09, Fujifilm Instax Square, 2020

 

Flat / 10, Fujifilm Instax Square, 2020

 

Flat / 11, Fujifilm Instax Square, 2020

 

Flat / 12, Fujifilm Instax Square, 2020

 

Flat / 13, Fujifilm Instax Square, 2020

 

Flat / 14, Fujifilm Instax Square, 2020

 

Flat / 15, Fujifilm Instax Square, 2020

 

Flat / 16, Fujifilm Instax Square, 2020

 

Flat / 17, Fujifilm Instax Square, 2020

 

Flat / 18, Fujifilm Instax Square, 2020

 

Flat / 19, Fujifilm Instax Square, 2020

 

Flat / 20, Fujifilm Instax Square, 2020

 

Flat / 21, Fujifilm Instax Square, 2020

 

Flat / 22, Fujifilm Instax Square, 2020